DOGLIANI
Riflettori puntati su una grande manifestazione biennale come quella di "Cheese
- Le forme del latte 2003", ce ne sono stati molti, ora vogliamo spostarli
sull'azienda doglianese "La cucina delle Langhe", che dall'87 prepara
grazie alla passione di mamma Maria ottimi pro- dotti artigianali. Eccoci
dunque all'interno del loro grande ed invitante stand che dividono con la
Bottega del Dolcetto di Dogliani, a degustare i delicati ravioli, con ripieno
di asparagi e quelli di fonduta al tartufo. «Questo è il primo
anno che partecipiamo, sicuramente è stato un grosso investimento promozionale
concepito proprio per farci conoscere anche a livello internazionale, un trampolino
di lancio -, spiega Fabrizio Tega, uno dei proprietari portavoce del- l'azienda
-. Il nostro prodotto parte .da una concezione prettamente artigianale fondata
sul gusto, la raffinatezza, la semplicità e l'assoluta genuinità
della tradizionale cucina langarola, e dalla sua curiosità per tutto
ciò che è buono salutare, stuzzicante e goloso... in una parola
autentica Galupéria. L'impegno che la nostra azienda da anni ha con
i clienti è quello di lavorare la materia prima curandola in tutte
le sue fasi successive fino ad ottenere i risultati di cui oggi andiamo fieri.
Le verdure che utilizziamo per i ripieni sono coltivate da noi, le carni impiegate
di ottima qualità certificate dal marchio COALVI, l'utilizzo delle
sole patate fresche per lo gnocco che viene poi lavorato a mano ci assicura
la certezza di proporre la qualità che si ripete nel confeziona mento
dei tipici tajarin realizzati con dodici tuorli d'uovo ogni chilogrammo di
farina, chiaramente senz'acqua. L'azienda tra proprietari e dipendenti conta
quindici persone. Come si può ben capire, la cura che si apporta per
ottenere un buon prodotto finito, ci obbliga a soste- nere dei costi alti
di produzione che ci pongono sul mercato in una fascia medio-alta».
I;affluenza di pubblico nello stand di degustazione della "Cucina delle
Langhe" è stata veramente notevole: nella giornata di sabato si
è toccato il picco di 1.100 coperti, superando di molto la soglia prevista;
sono state esaurite le scorte. Per chi avesse voluto P9i prolunga- re il piacere
della degustazione anche a casa, vi era la possibilità di acquistare
presso ij ber banco-frigo di noce acquistato per l'occasione gli ottimi raviolini
al plin, gli gnocchi e tutte le altre specialità dell'azienda. Ristoranti
di prestigio tra cui l'Hotel Castello Rosso di Costigliòle di Saluzzo,
Il Castello di Grinzane di Cavour, Il Laghetto di La Morra; ma anche molti
punti vendita gastronomici si rivolgono all'arte della "Cucina delle
Langhe". Giovanni Maglio, sommelier di fiducia della Bottega del vino
del Dolcetto di Dogliani che propone ben 36 marche di produttori vitivinicoli
della zona, conferma il successo anche della loro postazione. Ben mille consumazioni,
ossia trecento bottiglie stappate. «Un'annata stupenda, particolarmente
prodiga per il vino, quella del 2003 - conferma con il sommelier Maglio anche
Pecchenino del!' Azienda Agricola Romano .
Il Dolcetto di Dogliani ormai ha superato in qualità tutti i dolcetti della zona. Entro il 2004 dovrebbe uscire anche il DOCG di qualità ancora più ricercata che si fregerà orgogliosamente del nome di Dogliani». .. Insomma il connubio tutto doglianese di ravioli e vino Dolcetto è risultato vincente tanto da pensare di riconfermarsi alla prossima edizione.